Chi ha aderito a un fondo pensione si troverà, al momento del pensionamento, di fronte a un ventaglio di opzioni ampio e flessibile. Infatti, potrà richiedere l’intera prestazione in rendita, incassare il montante in capitale (ove consentito dalla legge) oppure optare per una soluzione mista, con una quota massima in capitale del 50% e il resto in rendita.
In questo articolo partiremo dalla distinzione tradizionale tra capitale e rendita, per capire i requisiti di accesso e le modalità di calcolo degli importi quando si sceglie la forma mista. Analizzeremo poi le diverse tipologie di rendita vitalizia offerte da Fondo Telemaco per tutelare sé ed eventualmente i propri familiari.
Infine, approfondiremo le importanti novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026: tre nuove forme di prestazione pensionistica (rendita a durata definita, prelievi liberi ed erogazione frazionata del montante), che ampliano ulteriormente la libertà di scelta dell’aderente.
Pensione integrativa: rendita o capitale?
Quando giunge al momento del pensionamento, una volta maturati i requisiti per la pensione nel regime obbligatorio, chi aderisce a un fondo pensione può richiedere la pensione integrativa, a patto di aver maturato almeno 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare.
Come anticipato, la pensione integrativa può essere erogata in tre diverse forme:
- rendita al 100%: un flusso finanziario periodico da integrare alla pensione pubblica;
- fino al 50% della posizione maturata in capitale, erogata in un’unica soluzione al momento del pensionamento, e la parte restante in rendita, erogata come illustrato al punto precedente;
- 100% in capitale erogato in un’unica soluzione, ma solo per chi risultava già iscritto alla previdenza complementare prima del 29 aprile 1993, oppure se convertendo il 70% della posizione maturata si ottiene una rendita annua di importo inferiore al 50% dell’assegno sociale.
Quindi, è sempre possibile richiedere la rendita al 100% o in forma mista, mentre per ottenere tutta la prestazione sotto forma di capitale in un’unica soluzione occorre rispettare dei requisiti stringenti.
Come funziona la rendita del fondo pensione al 50%
Quando si sceglie la prestazione in forma mista, occorre tenere presenti le modalità di determinazione degli importi.
Per la parte erogata in forma di capitale, il fondo pensione riconosce fino al 50% della posizione maturata, comprensivo dei rendimenti e al netto di spese e delle eventuali anticipazioni non reintegrate. Sotto il profilo fiscale non vi è alcuna penalizzazione: alla quota in capitale si applica la stessa tassazione agevolata prevista per la rendita vitalizia ordinaria, con un’aliquota compresa tra il 15% e il 9% in base agli anni di partecipazione alla previdenza complementare.
Per la rendita il calcolo è un po’ più articolato, dal momento che occorre prendere in considerazione una serie di variabili al fine di convertire la parte restante nell’importo periodico che verrà versato all’aderente.
Nel dettaglio, gli elementi da prendere in considerazione sono i seguenti:
- importo della posizione convertita in rendita;
- età del pensionando;
- dato nazionale sulla speranza di vita, cioè il numero medio di anni di vita residua a una certa età (un’informazione che serve a stimare per quanti anni potrebbe essere pagata la rendita);
- genere dell’aderente, poiché la speranza di vita è tipicamente più elevata nelle donne rispetto agli uomini;
- tipologia di rendita prescelta, perché, come vedremo, è possibile ottenere diversi livelli di tutela per sé e anche per i propri cari.
Questi elementi determinano il cosiddetto coefficiente di conversione, che si applica poi al capitale per trasformarlo in rendita.
Quale rendita del fondo pensione scegliere?
Come anticipato, esistono diverse tipologie di rendita, il cui importo cambia a seconda del livello di tutela desiderato.
Per quanto concerne Fondo Telemaco, abbiamo le seguenti rendite:
- Vitalizia immediata: il pagamento avviene dalla decorrenza della rendita e fino a che l’aderente rimane in vita;
- Reversibile: prevede il pagamento immediato di una rendita all’aderente, finché rimane in vita, e, dal decesso in poi, dell’intero importo della rendita, o di una sua frazione pari al 60%, 70% o 80%, da riconoscere al beneficiario designato, se superstite e finché in vita;
- Certa per 5-10 anni: rendita per un periodo certo di 5 o 10 anni, indipendentemente dalla permanenza in vita o meno dell’aderente. Se quest’ultimo muore prima della fine del periodo certo della rendita, la rendita passa ai beneficiari fino ad esaurimento di tale periodo. Terminato il periodo certo di 5 o 10 anni, la rendita diventa vitalizia se l’aderente è ancora in vita oppure si estingue se l’aderente è nel frattempo deceduto;
- Controassicurata: in caso di morte del pensionato, ai soggetti indicati sarà riconosciuto un capitale nel caso in cui, al momento del decesso dell’aderente, vi sia una differenza positiva fra l’importo convertito in rendita e la rata di rendita moltiplicata per il numero di rate già riconosciute;
- LTC (Long Term Care): questa opzione tutela i pensionati in caso di non autosufficienza totale e permanente. Se questo accade, è previsto il raddoppio della rendita riconosciuta all’aderente per far fronte alle spese e alle necessità derivanti dall’impossibilità di compiere le attività basilari del vivere quotidiano.
Dunque sia per quanto concerne la composizione della prestazione (rendita al 100% o fino al 50%), sia per la tipologia di rendita, occorre valutare con attenzione la propria situazione personale e familiare per poter fare la scelta che risponde maggiormente alle necessità presenti e future.
Leggi anche il nostro articolo Rendita fondo pensione al 100%: come funziona.
Legge di Bilancio 2026: le nuove prestazioni per gli iscritti al Fondo Telemaco
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità in materia di prestazioni finali per la previdenza integrativa, che vanno ad affiancarsi alla tradizionale rendita vitalizia, alla prestazione in capitale e alla forma mista. Si tratta di tre nuove modalità di erogazione, pagate direttamente dal fondo pensione, mentre il montante residuo continua a essere investito sui mercati finanziari.
Come di consueto, per richiedere queste prestazioni è necessario aver maturato i requisiti di accesso alla pensione pubblica ed essere iscritti alla previdenza complementare da almeno cinque anni. Analizziamole nel dettaglio e vediamo pro e contro per gli aderenti a Telemaco.
- Rendita a durata definita: il Fondo eroga la prestazione (trimestrale, semestrale o annuale) per un numero di anni pari all’aspettativa di vita residua dell’aderente (calcolata sulle tavole statistiche ISTAT). L’importo non è fisso e varia in base ai risultati della gestione: a ogni scadenza, il montante disponibile viene diviso per il numero di rate ancora da erogare.
- Pro: offre un flusso periodico con la tassazione agevolata ordinaria (dal 15% al 9% in base agli anni di partecipazione alla previdenza complementare).
- Contro: non copre il rischio di longevità. In altre parole, chi vive oltre l’aspettativa di vita non riceve più alcuna rata.
- Prelievi liberi: l’aderente decide in piena autonomia quando e quanto prelevare, entro il limite delle rate maturate e non ancora riscosse della rendita a durata definita. Durante l’ultimo anno di erogazione è possibile ritirare l’intero residuo. Nel caso di Telemaco, tra un prelievo e l’altro devono passare almeno 6 mesi e ogni prelievo deve essere di almeno 1.000 euro lordi.
- Pro: offre un’elevata flessibilità per affrontare spese impreviste, mantenendo l’aliquota di tassazione agevolata (dal 15% al 9%).
- Contro: comporta il rischio di prelevare somme troppo elevate all’inizio, riducendo le risorse disponibili per gli anni successivi, e non copre il rischio di longevità.
- Erogazione frazionata del montante: il montante accumulato viene erogato a rate per un periodo di tempo scelto dall’aderente (purché non inferiore a cinque anni), senza alcun legame con l’aspettativa di vita. Questa prestazione è disponibile dal 31 ottobre 2026 per effetto del rinvio disposto in sede di conversione del D.L. 62/2026.
- Pro: offre la massima libertà nella scelta della durata
- Contro: è soggetta a un’aliquota di tassazione più elevata (dal 20% al 15%) e presenta il rischio di esaurire l’integrazione economica con anticipo.
Precisiamo che, per la rendita a durata definita, i prelievi liberi e l’erogazione frazionata del montante Telemaco applica una quota associativa di 20 euro all’anno, prelevata dalla posizione, e un costo di 5 euro una tantum al primo pagamento; sul montante che resta investito si applicano i costi di gestione del comparto. Se l’aderente non indica un comparto, il montante verrà investito nel comparto Garantito: in questo caso, però, la garanzia del comparto non opera.
Regole di abbinamento e revocabilità
Le tre nuove prestazioni non sono cumulabili tra loro né con la rendita vitalizia o con una RITA in corso. Ciascuna di esse può essere tuttavia abbinata alla prestazione in capitale (fino a un massimo del 50%).
Ad esempio, optando per una quota del 50% in capitale e per l’erogazione frazionata o la rendita a durata definita sul restante 50%, l’aderente riceve in un’unica soluzione metà della posizione maturata, mentre l’altro 50% continua a rimanere investito nel Fondo, partecipando ai risultati della gestione, e viene erogato in rate periodiche.
Durante l’erogazione non è possibile chiedere anticipazioni, riscatti, trasferimenti (salvo quello per accedere alla rendita vitalizia di un’altra forma pensionistica) o la RITA; resta invece possibile cambiare comparto, nel rispetto del periodo minimo di permanenza.
Una volta avviata la liquidazione, la scelta della prestazione non può essere revocata; resta sempre possibile convertire il montante residuo in rendita vitalizia. In caso di decesso dell’aderente prima dell’esaurimento della prestazione, il montante residuo spetta ai beneficiari che l’aderente deve indicare al momento della richiesta e che può modificare in seguito.
Conclusioni
L’integrazione tra capitale, rendita tradizionale e le tre nuove prestazioni previste dal 2026 mette a disposizione degli aderenti a Fondo Telemaco un ampio ventaglio di opzioni per rispondere alle differenti esigenze che si manifestano al momento del pensionamento.
Ciascuna soluzione presenta specifici punti di forza e criticità: una conoscenza approfondita delle nuove regole permetterà di valutare con serenità la propria situazione personale e familiare, scegliendo l’opzione più adatta al proprio futuro. Per maggiori dettagli, invitiamo a consultare il Documento sulle rendite e il Supplemento alla Nota Informativa disponibili sul sito del Fondo.
Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari. Prima dell’adesione leggere la Parte I “Le informazioni chiave per l’aderente” e l’Appendice “Informativa sulla sostenibilità” della Nota informativa.